Giorno 6 – Diario di Viaggio in Scozia: On the road sulla NC500
La Scozia questa mattina si è mostrata con il suo abito classico: nuvole basse, cielo grigio e una pioggia che non sai mai nè quando viene nè quando va. Lungo la leggendaria North Coast 500 (NC500), ho ripreso il volante e la strada. Eppure, nonostante il meteo, nulla sembrava spento: il verde delle colline era…
La Scozia questa mattina si è mostrata con il suo abito classico: nuvole basse, cielo grigio e una pioggia che non sai mai nè quando viene nè quando va. Lungo la leggendaria North Coast 500 (NC500), ho ripreso il volante e la strada. Eppure, nonostante il meteo, nulla sembrava spento: il verde delle colline era ancora più acceso, brillante come se la pioggia fosse il suo fertilizzante naturale.


Dopo ore di guida nelle Highlands scozzesi, ho sentito il bisogno di fermarmi. Qui non ci sono autogrill, ma minuscoli rifugi di pietra che somigliano più a un soggiorno di casa che a un bar. In uno di questi caffè, sperduto nel nulla, ho trovato una torta fatta in casa che profumava di caramello e un caldo caffettone annacquato che valeva più per la compagnia che per la qualità. Sorseggiandolo guardavo la pioggia scivolare sul vetro, circondata da soprammobili vintage e silenzio. È questa l’anima della Scozia: ti accoglie anche quando meno te lo aspetti.

La strada mi ha riportato verso la costa, a Durness, e lì il paesaggio si è aperto in modo quasi irreale. Spiagge intonse come Ceannabeinne Beach, con acqua turchese e sabbia chiara che brillava come fosse oro pallido. Non te lo aspetti, a queste latitudini, di trovare colori che ricordano i Caraibi, e invece la NC500 in Scozia è fatta per sorprendere.




Più avanti, la Smoo Cave con la sua cascata interna sembra davvero un luogo uscito dalle leggende celtiche, e poco distante il cimitero di Balnakeil, con la chiesetta in rovina, senza tetto, si affaccia sull’omonima spiaggia come a ricordare che qui tutto convive: passato, natura e presente. Ogni curva è un quadro, e ogni deviazione dalla strada principale un segreto da scoprire: baie silenziose, brughiere infinite, vento e mare che riempiono i sensi.
Faccio una pausa dall’intenso on the road fermandomi in un supermarket per uno snack ed assaggiare l’Irn Bru, la bevanda arancione che gli scozzesi difendono con orgoglio. Il sapore? Come una caramella sciolta nell’acqua frizzante: zuccherosa, improbabile, eppure impossibile da dimenticare. Un’esperienza più culturale che gastronomica. Poi ancora chilometri: Scourie, Kylestrome, Garbh Eilean, Kylesku, Drumbeg, Lochinver. Pecore in mezzo alla strada, cervi che appaiono come fantasmi, panorami che cambiano ogni cinque minuti.



La giornata si conclude con il fascino malinconico del castello Ardvreck ad Elphin, solitario e diroccato, e con l’arrivo a Ullapool, villaggio di mare dove ceno con un gin tonic e una scorpacciata di pesce al celebre Seafood Shack, mentre fuori un tramonto incredibile illumina il porto. E così la Scozia, lungo la sua North Coast 500, mi ha regalato una buonanotte che non dimenticherò.
