Giappone, il delirio della metropoli – Giorno 1 del mio viaggio da sola a Tokyo
Arrivo a Tokyo spossata, ma la città mi travolge subito: capsule hotel, Shibuya, Shinjuku, Golden Gai e un delirio che conquista.
Giorno 1 del mio viaggio da sola a Tokyo – Il Delirio
All’aeroporto di Milano Malpensa due tipi chiacchierano vicino a me guardando l’aereo Air China che mi porterà a Tokyo passando per Pechino. Con sguardo da ingegneri parlano del “nuovo Boeing, quello a cui si gelano le ali, pericolosissimo, software difettoso… è già tanto non ne sia ancora caduto uno!”.
Ottimo inizio.
Nonostante le premesse (e qualche turbolenza iniziale), il viaggio fila. Scalo a Pechino: controlli infiniti, perquisizioni esagerate e la dittatura che blocca i social. Tre ore con un cellulare trasformato in un inutile mattone.
Quando finalmente atterro in Giappone sono spossata. Ma qui succede la magia: non perché i giapponesi siano particolarmente simpatici (anzi, alle mie battutine non ride nessuno), ma perché mi conquistano con i loro dettagli. La donna che spolvera con un piumino la barriera delle scale mobili dell’aeroporto, l’addetta vicino all’area ritiro bagagli che viene pagata per ricordare di controllare bene che la valigia sia effettivamente la propria… piccoli lavori assurdi, condotti con una dedizione incredibile.

All’ingresso dell’hotel già prendo un richiamo: non ho tolto le scarpe. La mia camera è un loculo senza finestre né porte: un capsule hotel, nato inizialmente per quegli impiegati che perdevano l’ultimo treno e non riuscivano a rientrare a casa..e ora diventato di moda e usato a livello globale.

Poi arriva il colpo: Tokyo. Un delirio puro.
Non solo l’incrocio di Shibuya e la statua di Hachiko, ma anche Shinjuku la sera: centri commerciali infiniti, sale videogiochi assordanti, bar minuscoli del Golden Gai, Godzilla che spunta dai grattacieli.
Neon giganteschi, poster di idol ridicoli alternati a eroi anime e donnine nude. Ragazze vestite da Sailor Moon, karaoke stonati, ristoranti fumosi e affollati.
Una folla impazzita che urla, beve, ride, ma non perde mai il controllo.

Tokyo è il delirio completo.
E a me, già dal primo giorno, inizia a piacere.

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