Kumano Kodo, Koya-san e il Giappone più mistico – Giorno 6 del mio viaggio da sola in Giappone
Tra foreste, templi e cimiteri millenari: Kumano Nachi Taisha, Kumano Kodo e Koya-san. Il mio Giorno 6 in Giappone è pura spiritualità.
Giorno 6 – Kumano Kodo e il Giappone più mistico
Mi trovo nella prefettura di Wakayama, nella regione del Kansai. Tutto qui parla di spiritualità: da una parte la fede scintoista, dall’altra quella buddista esoterica. Entrambe condividono l’idea che il luogo fisico sia fondamentale: gli dei si manifestano in spazi precisi, Buddha indica i luoghi dove meditare.
Passo la giornata tra scale infinite, incenso e pioggia sottile, immersa nel verde intenso delle montagne, avvolte da nebbia e nuvole che sembrano non volerle mai abbandonare.

La mattina visito il complesso scintoista Kumano Nachi Taisha e il tempio Seiganto-ji, dominati dalla spettacolare cascata Nachi. Proseguo fino all’area dell’Hongu, punto celebre del cammino spirituale Kumano Kodo, una sorta di via Francigena giapponese.

Nel pomeriggio raggiungo Koya-san, città tempio patrimonio UNESCO, fondata nell’800 da Kobo Daishi, padre del buddismo esoterico giapponese. Qui, secondo la tradizione, Kobo Daishi non è morto ma rimane vivo in meditazione profonda, nella fiamma eterna che per sempre brucia, continuando a proteggere i fedeli.

Al centro del complesso si trova l’Oku-no-in, un luogo mistico incastonato in una foresta di cedri, circondato da un cimitero che si estende per chilometri. Qui ardono altre lampade eterne: una di esse, la “lampada della donna povera”, brucia da oltre 1000 anni, accesa da una donna che vendette i suoi capelli pur di poterla offtire al tempio.

L’atmosfera è surreale: rituali dei monaci buddisti, il silenzio del bosco, il tè caldo offerto gratuitamente ai visitatori. È il luogo più mistico in cui abbia mai messo piede.
La giornata si chiude a Nara, più turistica ma accogliente. Qui assaggio il tofu più buono della mia vita, preparato da una vecchia cuoca che ringrazio con tutto il cuore. Arigatō!

Potrebbe interessarti anche:
-
Islanda on the road – Giorno 9: Arctic Coast Way
La Arctic Coast Way svela il volto più remoto del nord islandese: fiordi, villaggi di pescatori, cavalli al pascolo e leggende di troll pietrificati. Un itinerario da sogno.
-
Giorno 12 – Diario di Viaggio in Nuova Zelanda: On the road verso la selvaggia West Coast
Lasciato l’ostello e i compagni di viaggio, mi dirigo verso la selvaggia West Coast della Nuova Zelanda. Il paesaggio cambia rapidamente: dalle verdi vallate del Nelson Lakes National Park al deserto isolato della costa occidentale, dove il vento, la pioggia e la solitudine dominano tutto. Qui, nel cuore remoto dell’isola del Sud, non c’è nulla per chilometri—solo scogliere frastagliate, foche solitarie e un’unica pizzeria nel raggio di 20 km. Un viaggio che fa riflettere sulla vita, sulle scelte e sulle profonde differenze tra chi parte per vivere e chi parte per sopravvivere.
-
Giorno 19 – Diario di Viaggio in Nuova Zelanda: Lake Tekapo e Christchurch
Dall’alba ad Aoraki/Mt Cook agli scorci di Lake Tekapo e Christchurch: l’ultimo giorno del mio viaggio in Nuova Zelanda tra natura e città.
