Djúpalónssandur: cosa vedere nella Spiaggia Nera della Penisola di Snæfellsnes
Guida completa a Djúpalónssandur, la spiaggia di perle di lava nere della penisola di Snæfellsnes: tra storie di elfi, pietre della forza e rottami di naufragi.
C’è una spiaggia nella penisola di Snæfellsnes dove il ruggito dell’Oceano Atlantico si fonde con il suono metallico di milioni di piccoli ciottoli di lava nera che rotolano sul bagnasciuga. Djúpalónssandur: cosa vedere in un luogo così magnetico, drammatico e pervaso da quell’atmosfera d’incanto tipica dell’Islanda più autentica?
Situata all’interno del Parco Nazionale del ghiacciaio Snæfellsjökull, Djúpalónssandur non è una semplice spiaggia nera: è un teatro naturale intessuto di folklore nordico, storie di pescatori e spettrali testimonianze di naufragi passati.
Se stai pianificando un viaggio on the road nell’Islanda occidentale o stai esplorando l’isola in autonomia da sola, ecco la guida completa per scoprire tutti i segreti di questa baia straordinaria.
Tra Elfi, Troll e Pietre della Forza

Passeggiare lungo il sentiero Nautastígur che scende verso la baia permette di immergersi in una dimensione mitica, tra formazioni vulcaniche che sembrano sculture ed eredità storiche uniche.
- Le Perle di Lava Nere: A differenza di altre spiagge islandesi composte da sabbia fine, il litorale di Djúpalónssandur è ricoperto da ciottoli neri perfettamente levigati dalle onde, noti come le “perle di lava di Djúpalón”.
- Chiese di Elfi e Troll Pietrificati: La maestosa roccia Söngklettur (“Roccia del canto”) è tradizionalmente considerata una chiesa del popolo nascosto (Huldufólk o elfi). Poco più a sud si erge Kerling, un pinnacolo di lava che la leggenda vuole essere una donna troll trasformata in pietra mentre trasportava un carico di pesci.
- Le Quattro Pietre della Forza (Lifting Stones): Sulla spiaggia si trovano ancora le quattro famose pietre usate in passato per testare la prestanza fisica degli aspiranti pescatori prima di imbarcarsi:
- Fullsterkur (“Forza piena”) – 154 kg
- Hálfsterkur (“Mezza forza”) – 100 kg
- Hálfdrættingur (“Debole”) – 54 kg
- Amlóði (“Inutile”) – 23 kg
- Solo chi riusciva a sollevare almeno Hálfdrættingur sulla roccia all’altezza della vita veniva ingaggiato sui pescherecci.
- I Resti Spettrali dell’Epine GY 7: Sparsi sulla spiaggia giacciono i rottami di ferro arrugginito del peschereccio britannico Epine GY 7, naufragato qui la notte del 13 marzo 1948 durante una terribile tempesta. Dei 19 uomini a bordo ne furono salvati solo 5. Questi frammenti sono custoditi come monumento in memoria dei marinai scomparsi e non devono essere toccati o spostati.
Se stai tracciando il tuo viaggio nella terra del fuoco e del ghiaccio, trovi la mappa completa delle tappe più suggestive qui. E se affronti questa avventura in solitaria, dai un’occhiata ai miei consigli per il viaggio da sola.
Djúpalónssandur: cosa vedere e fare

1. Attraversare il Canyon di Lava e Gatklettur
Per scendere alla spiaggia si percorre un sentiero incassato tra alte pareti di lava vulcanica. Lungo il percorso si incontra Gatklettur, un’imponente formazione rocciosa caratterizzata da un grande foro naturale.
2. Mettersi alla Prova con le Lifting Stones
Sulla spiaggia puoi individuare le quattro storiche pietre di prova. Provare a smuoverle (con la dovuta cautela per la schiena!) ti farà toccare con mano la durezza della vita dei pescatori islandesi dei secoli scorsi.
3. Esplorare le Lagune Interne (Djúpalón)
Alle spalle della spiaggia si trovano due specchi d’acqua dolce in superficie, da cui la baia prende il nome. Anticamente ritenute senza fondo, offrono un contrasto visivo unico con la roccia vulcanica circostante.
Consigli Pratici per la Visita
- Sicurezza in Spiaggia (Sneaker Waves): Come a Reynisfjara, anche a Djúpalónssandur l’oceano è estremamente pericoloso. Non voltare mai le spalle al mare: le sneaker waves (onde anomale) possono salire rapidamente sulla battigia e trascinare in acqua chiunque si trovi troppo vicino.
- Come Arrivare: La spiaggia si trova all’estremità occidentale della penisola di Snæfellsnes, lungo la Utnesvegur (Strada 574). È presente un ampio parcheggio gratuito dotato di servizi igienici.
- Fotografia: Il momento migliore per fotografare la spiaggia è il tardo pomeriggio, quando la luce bassa del sole risalta il contrasto tra il ferro arrugginito, le rocce nere e la schiuma dell’oceano.
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