Da Kathmandu a Chitwan: l’incubo del bus locale, il rafting sul Trishuli e le danze Tharu

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Spostarsi in Nepal non è un semplice trasferimento da un punto A a un punto B: è un’avventura nell’avventura, un test di resistenza per la schiena e per i nervi. Oggi ho lasciato il caos culturale della Valle di Kathmandu per dirigermi a sud, verso la giungla del Parco Nazionale di Chitwan.

In questa terza giornata di viaggio ho sperimentato sulla mia pelle le due grandi opzioni di trasporto del Paese, mi sono lanciata per la prima volta nel rafting sulle rapide del fiume Trishuli e ho finito la serata ballando attorno al fuoco con una tribù locale.

Questo racconto fa parte del mio viaggio on the road in solitaria: trovi tutte le altre tappe nella pagina dedicata ai diari di viaggio. Se invece ti servono i dettagli tecnici su chilometri e coincidenze, consulta la nostra guida pratica su come andare da Kathmandu a Chitwan.

Le “autostrade” nepalesi e il grande dilemma dei bus

In Nepal, oltre ai voli interni, hai fondamentalmente due scelte per muoverti via terra: il bus turistico e il bus locale. Oggi li ho provati entrambi ed è bastato poco per capire che parliamo di due pianeti diametralmente opposti.

Le cosiddette “autostrade” nepalesi sono strisce di asfalto dissestato, frammentate, piene di buche e perennemente congestionate dal traffico. Gli “autogrill” lungo il percorso non sono l’Autogrill a cui siamo abituati in Europa, ma somigliano più a baraccopoli improvvisate dove ci si ferma tra polvere, strombazzate di clacson e cibi dall’aria misteriosa.

La prima tratta sul bus turistico

I primi ottanta chilometri trascorrono in modo relativamente civile sul bus turistico. Ci mettiamo diverse ore per coprire una distanza che in Italia percorreresti in quarantacinque minuti, ma l’aria condizionata e i sedili rialzati rendono l’attesa sopportabile. La tappa intermedia è Charaudi, il punto di partenza per l’avventura fluviale sul fiume Trishuli.

Rafting sul fiume Trishuli: rapide, risate e compagni di gommone

Io dopo aver fatto rafting tra le rapide del fiume Trishuli a Charaudi in Nepal

Scesa dal bus, è il momento di indossare giubbotto di salvataggio e casco per la mia primissima esperienza di rafting.

Il fiume Trishuli regala un percorso spettacolare di circa venti chilometri attraverso gole rocciose impressionanti, alternando momenti di rilassante acqua piatta a rapide impetuose che ti battezzano con schizzi gelidi:

  • La prima metà del percorso: Condivisa con un gruppo di studenti universitari nepalesi, un concentrato di energia pura, urla d’incoraggiamento e risate a crepapelle ad ogni rapida superata.
  • La seconda metà: Con una coppia davvero amichevole formata da una ragazza spagnola di Barcellona e un ragazzo olandese (che vivono in Catalogna con i loro quattro figli).

Pagaiare immersi in uno scenario naturale così imponente cancella al momento la fatica del viaggio. È stato divertentissimo, rinfrescante e visivamente mozzafiato.

Il battesimo del fuoco: due ore sul bus locale nepalese

Finito il rafting, salutata la compagnia e recuperato lo zaino, arriva il momento del vero “battesimo del trasporto pubblico”: salire su un bus locale per coprire l’ultima tratta verso Chitwan.

Solo chi ha preso un bus locale in Asia può capire davvero. Due ore stipata all’impossibile in un mezzo sovraffollato, con persone incastrate nei corridoi e stipate ad ogni fermata. Come in ogni mia avventura che si rispetti, non è mancata la classica anziana signora seduta davanti a me che ha iniziato a rimettere per tutta la durata dei tornanti. Benvenuti in Nepal!

Arrivo a Chitwan: risciò-apecar e le danze tribali dei Tharu

Arrivo alle porte della giungla di Chitwan completamente esausta, impolverata ma viva. Ad attendermi c’è un improbabile risciò-apecar che mi porta al resort dove alloggerò.

Dopo una doccia salvifica e una cena ristoratrice, la guida del lodge ci invita ad assistere alle danze culturali dei Tharu, una popolazione indigena del Nepal meridionale dotata di una resistenza naturale al contrasto con le malattie della giungla.

Non essendo esattamente la persona più coordinata del pianeta, mi lascio comunque coinvolgere dai ballerini e da un gruppo di turisti indiani in vacanza. Ci mettiamo a ballare tutti insieme attorno al fuoco con movimenti ritmici che, secondo la tradizione, servono a scacciare i demoni!

Consigli pratici per affrontare questa giornata da sola

  1. Bagaglio a prova d’acqua per il rafting: Se porti con te macchina fotografica o documenti, assicurati di metterli in una dry bag ermetica prima di salire sul gommone. Il resto del bagaglio principale viene solitamente caricato sui van dell’organizzazione e tenuto all’asciutto.
  2. Sacchetto per il mal d’auto: Le strade tra Kathmandu e Chitwan sono un continuo sobbalzo. Se soffri di vertigini o nausea, porta con te pastiglie apposite ed evita di sederti nelle ultime file dei bus locali.
  3. Pazienza e spirito d’adattamento: I tempi di percorrenza in Nepal sono puramente indicativi. Calcola sempre un margine di 2-3 ore di ritardo rispetto alla tabella di marcia iniziale.

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L’indomani mi attende il safari alla ricerca dei rinoceronti indiani! Segui l’avventura.

Immagine di Elena

Elena

Ciao, sono Elena! Solo road tripper e fondatrice di Road’n’Roll. Esploro il mondo macinando chilometri da sola, collezionando itinerari dettagliati, consigli pratici e diari di viaggio per aiutarti a organizzare la tua prossima avventura in totale autonomia. Quando non sono alla guida, sto già pianificando la prossima strada da esplorare.
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