L’alba tra le montagne di Aoraki/Mount Cook
È sabato, ultimo giorno di viaggio in Nuova Zelanda. Mi sveglio alle 6:30 agitata, alle 7 sono già sull’ultimo trekking della mia avventura kiwi nel cuore di Aoraki/Mount Cook National Park.
C’è pace, ci sono solo io e un paio di mattinieri come me. Il vento disturba un po’ la passeggiata, che però mi regala gli ultimi scorci delle montagne neozelandesi da vicino.

Lake Pukaki e Lake Tekapo: Church of the Good Shepherd e i collie
Saluto le vette definitivamente da lontano dopo qualche ora sui laghi Pukaki e Tekapo, dove si affaccia una caratteristica chiesetta fatta di mattoni di pietra: Church of the Good Shepherd.
Nei pressi c’è anche una statua dedicata ai cani collie, che celebra il loro contributo prezioso a fianco dei pastori delle vallate. Senza di loro gli umani non ce l’avrebbero mai fatta da soli… Amo questo popolo!

On the road verso Christchurch: lupini e villaggi storici
Mi dirigo infine a Christchurch, dove prenderò il primo dei 4 (!) aerei che mi riporteranno a casa fra 2 (!) giorni.
Durante l’on the road vedo campi sterminati di lupini multicolore a cui ovviamente ho scoperto di essere super allergica. Dopo aver preso l’antistaminico capito in un villaggio storico con un negozio che ha una quantità impressionante di oggetti retrò, allestito anche esternamente in perfetto stile Route 66.

Christchurch: resilienza dopo il terremoto
Riesco a fare un giro di un paio d’ore in centro a Christchurch e scopro una città fortemente colpita e abbattuta da un terremoto di qualche anno fa. Nonostante questo, la città non si è data per vinta e si sta ricostruendo con grande resilienza.
L’influenza inglese qui è ovunque. A parte dedicare loro varie statue, hanno persino messo le classiche cabine telefoniche rosse agli angoli delle strade e i bus a due piani sempre dello stesso colore. Inoltre hanno chiamato le vie come quelle di Londra: una delle più caratteristiche si chiama New Regent Street.

Bilancio finale del viaggio in Nuova Zelanda
Il bilancio di questo viaggio è super positivo:
- mi sono innamorata perdutamente di questa isola e di tutti i suoi variegati paesaggi naturali: marittimi, montani e vulcanici;
- il tempo è stato quasi sempre clemente;
- la gente del posto è veramente tranquilla, shanti, molto organizzata e disponibile, sempre con un’attenzione ambientale al primo posto;
- è il popolo più aperto dal punto di vista mentale nei confronti delle altre culture;
- è l’unico viaggio in cui non ho patito la solitudine neppure per un istante;
- è stato il viaggio con più passeggiate nella natura;
- il viaggio che sognavo da una vita e che ha addirittura superato le mie aspettative.
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