Interstate 70 Utah tra Moab e Bryce, una strada tutta da scoprire
Interstate 70 Utah: un tratto di strada panoramica tra Moab e Bryce. Scopri le aree di sosta, Green River e i paesaggi desertici dello Utah.
Interstate 70 Utah tra Moab e Bryce: un tratto di strada sorprendente che regala paesaggi desertici, canyon rossi e aree panoramiche uniche. In questa guida trovi consigli pratici e soste da non perdere, come Green River e il San Rafael Swell.
Interstate 70 Utah tra Moab e Bryce: un itinerario on the road
Percorrere la Interstate 70 Utah tra Moab e Bryce è un’esperienza indimenticabile tra deserti e canyon. La Interstate-70, o I-70, è la strada che lega la parte est e la parte ovest dello Utah centrale. Mi è capitato di percorrerla a estate 2016 durante il mio tour on the road di 15 giorni nel sud-ovest degli USA, tra due fra le migliori tappe in assoluto del viaggio: la visita all’Arches National Park e a Dead Horse Point (entrambe molto prossime alla città di Moab), e quella al Bryce Canyon e allo Zion National Park.

Nel prossimo paragrafo ti racconto di Green River, magari stai pensando di prenotare un hotel in zona o mangiare qualcosa in un ristorante.
Se invece non resisti all’on the road e ti interessa saperne di più sulla Interstate-70, la strada tra Moab e Bryce, scrolla fino al paragrafo successivo.

Green River, sosta strategica sulla I-70
Sulla strada Interstate-70 tra Moab e Bryce si incontra Green River, a 293 km circa da Salt Lake City in posizione sud-est e a 85 km a nord-est di Moab. Green River è l’unica città sulla I-70 tra Salina (174 km a ovest) e la Grand Junction del Colorado (164 km a est). Per questo motivo è importante controllare il livello di benzina dell’auto, mi raccomando! Se siete a corto di carburante, fate rifornimento a Green River.
Paese composto da un migliaio di abitanti, è comodo per trovare ristoranti poco affollati e hotel a costo più basso rispetto a Moab. C’è poco da vedere. Tuttavia, le escursioni non mancano di certo in zona, d’altronde siamo nello Utah! Si può, ad esempio, esplorare l’area naturale di San Rafael Swell o navigare sul fiume Green River. Questo corso d’acqua è stato esplorato per la prima volta pochi anni da un veterano della Guerra Civile: John Wesley Powell, già grande esploratore del fiume Colorado. Green River città nacque di lì a poco. A Green River, se è fine estate, godetevi i famigerati cocomeri che qui crescono come funghi!
Le aree panoramiche lungo la Interstate 70
Al posto delle città o dei paesini che costeggiano solitamente un’autostrada, la Interstate-70 tra Moab e il Bryce Canyon è fiancheggiata da una serie di aree di sosta con vista panoramica e display informativi sulla zona che si sta ammirando. Le aree sono davvero vicine l’una all’altra e consiglio di fermarsi anche solo per cinque minuti in ognuna di esse. Davanti, si staglia un infinito piatto deserto, di colore rosso. Oppure un canyon dai profili bombati. Solo il rumore della strada. C’è più cielo che terra e le nuvole che giocano col sole non sono per niente male. Forse perché ci sono passata per il tramonto e i colori hanno fatto la loro parte ma questo tratto di strada mi ha davvero affascinata. Ecco perché ritengo la Interstate-70 tutta da scoprire, almeno per questo tratto. Molti viaggiatori la definiscono la strada panoramica più bella dello Utah: la Interstate 70 da Moab a Bryce.

Storia della colonizzazione della Castle Valley
A place nobody wanted
Quando nello Utah arrivarono i Mormoni, nel 1847, stavano cercando un luogo che nessun altro voleva. Brigham Young di Salt Lake City li aveva chiamati per colonizzare peaesi e città del grande Ovest. L’ultima di queste chiamate arrivò il 22 agosto 1877, quando Fratello Brigham chiese ai Mormoni della Sanpete Valley di colonizzare Castle Valley, tra Wasatch Plateau (a ovest) e San Rafael Swell. Qualcuno si era domandato se Castle Valley fosse davvero l’ultimo posto sulla terra che nessuno voleva. Molti di quelli che arrivarono erano giovani e pieni di speranze, alla ricerca di una nuova vita e di pascoli fertili. Ma una delle prime donne della Valley, Hanna Olsson Seely, la vedeva diversamente. Disse:
“Dannato sia quell’uomo che porta la sua donna in una tale terra dimenticata da Dio”.
Tuttavia restò e, come tanti altri, mise su casa in una rude e arida terra che nessuno voleva.

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