Kyoto cosa vedere tra cerimonia del tè, giardini zen e vita notturna – Diario Giorno 8 del mio viaggio in Giappone

Kyoto cosa vedere tra cerimonia del tè, giardini zen e vita notturna – Diario Giorno 8 del mio viaggio in Giappone

Kyoto cosa vedere nel mio Giorno 8: dal Sentiero del Filosofo alla cerimonia del tè, dai giardini zen alla Villa Imperiale fino a Pontocho di sera.

Kyoto cosa vedere in un giorno così intenso? Il mio itinerario parte al mattino presto con una passeggiata sul Sentiero del Filosofo, un percorso del 1912 costeggiato da ciliegi. Non sono in fiore, ma l’atmosfera è comunque poetica: templi, silenzio e l’eco di una città che sembra sospesa nel tempo.

Passeggiata sul Sentiero del Filosofo a Kyoto

Mi fermo all’Honen-in, dove vivo la mia prima cerimonia del tè. Tatami, kimono, inchini e piccoli gesti carichi di significato. Prima un dolcetto gommoso e poco saporito, poi il tè verde matcha, denso e verdissimo, quasi come un passato di verdure. L’ultimo sorso va bevuto rumorosamente, come da rito. Scopro che i proventi servono per aiutare le vittime dei terremoti: un dettaglio che rende il tutto ancora più prezioso. Esco agitata, con il cuore che batte forte: quel tè era davvero potente!

Cerimonia tradizionale del tè al tempio Honen-in di Kyoto

Nel pomeriggio raggiungo il tempio zen Ginkakuji, il “Padiglione d’Argento”. Il giardino è un’opera d’arte vivente: forme geometriche create con la sabbia, equilibrio tra vuoti e pieni, un silenzio che invita alla meditazione.

Composizioni di sabbia nel giardino zen del tempio Ginkakuji

È tempo di visitare la Villa Imperiale Shugakuin. Costruita nel 1655, copre 540.000 metri quadrati. Qui scopro lo shakkei, la tecnica giapponese che integra paesaggi lontani – montagne e colline – nella prospettiva dei giardini. Il risultato è una sensazione unica: vicinanza e distanza allo stesso tempo. Un piccolo capolavoro che riflette la cultura imperiale giapponese.

Veduta della Villa Imperiale Shugakuin con giardini shakkei

La giornata si chiude a Pontocho, una via stretta e brulicante di ristoranti e bar. In un minuscolo localino, tra risate e bicchieri, condivido un “aperitivo” con un signore di 81 anni che si sfonda di whisky e canta persino O Sole mio. Con gesti, traduzioni approssimative e l’aiuto di un ragazzo più giovane, parliamo di tutto: auto, viaggi, Koya-san. Quando scoprono che sono una donna sola in viaggio in Giappone, i loro occhi si illuminano di ammirazione. Io ricambio con un brindisi: salute, o meglio, kanpai!

Strada di Pontocho illuminata con bar e ristoranti tradizionali


Potrebbe interessarti anche:

Non fermarti qui, esplora altri luoghi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *