Tokyo cosa vedere tra natura e arte digitale – Giorno 3 del mio viaggio da sola in Giappone
Domenica a Tokyo: picnic al Shinjuku Gyoen, il tempio Meiji, i giardini imperiali e l’arte digitale del teamLab Borderless. Natura e futuro insieme.
Giorno 3 – Tokyo cosa vedere tra Natura e Digital
Sarà stato il sakè della sera prima, ma ho perso la tessera della metro. Poco male: è domenica, il mio ultimo giorno a Tokyo. Forse ne sarebbe servito almeno un altro, ma faccio come i buddisti: mi accontento.
Decido di passare questa splendida giornata di sole come fanno molti giapponesi, rifugiandomi nel verde dei giardini cittadini. Al Shinjuku Gyoen mi perdo tra le azalee e i ciliegi in fiore. Attorno a me famiglie che fanno picnic in un silenzio irreale: i giapponesi parlano piano, persino i bambini giocano senza fare rumore. La frenesia delle strade lascia spazio a una pace che godo intensamente.

Alla Tea House del parco assaggio il mio primo tè verde giapponese. Lo confesso: aveva un vago sapore di pesce. Ma l’ho bevuto ugualmente, per darmi una botta di teina (qui il caffè è spesso solubile).

Proseguo verso il Tempio Meiji, il più grande tempio scintoista di Tokyo. Mi colpiscono i grandi cipressi, con tutti i “figlioletti” attorno, e un uomo che rastrella senza sosta le foglie cadute. Incontro anche una processione privata, di cui non capisco il senso. Tante domande senza risposta.

Poi mi sposto ai Giardini Imperiali, immensi e curati alla perfezione. Ho letto che il valore di tutto ciò che si trova all’interno delle mura supera quello di tutti gli immobili della California. Amo quell’architettura antica, mi ricorda quando ad Age of Empires sceglievo sempre i giapponesi.

Durante un cambio metro mi imbatto in un concerto di idol giapponesi: ragazzine che cantano come personaggi di cartoni animati, con uomini adulti che si scatenano come noi coi Backstreet Boys negli anni ’90.
Chiudo la giornata con un salto nel futuro: il teamLab Borderless, un museo d’arte digitale immersiva. Le opere si muovono liberamente da una stanza all’altra, sui muri, sul pavimento, sul soffitto. Miliardi di colori, forme interattive, un’esperienza unica.

Esco divertita ma devastata: ho mangiato solo un biscottino con il tè, tanta era la fretta di vedere tutto. Mi rifugio in un tacos messicano e crollo a letto.
L’iPhone segna: 22,8 km a piedi.
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