Tokyo cosa vedere tra templi, Skytree e festival – Giorno 2 del mio viaggio da sola in Giappone
Templi e rituali scintoisti, lo Skytree, festival di umeshu e sakè, Akihabara e Ueno: il mio Giorno 2 a Tokyo è un mix di religione, cultura e divertimento.
Giorno 2 – Tokyo cosa vedere tra religione, torri panoramiche e festival alcolici
Finalmente dormo! E al risveglio scopro una meraviglia tutta giapponese: la tazza del water riscaldata.
La mattina inizia al Senso-ji, il tempio scintoista più antico di Tokyo.

Qui i rituali sono tre:
– bagnarsi le mani e bere l’acqua della fontana prima di entrare.
– accendere un incenso con la svastica (che in Giappone significa “tutte le cose”), portarlo al grande braciere e farsi un “bagno di fumo” per scacciare le malattie.
– estrarre un bastoncino a sorte e recuperare la predizione in un cassetto di legno: fortuna o sfortuna. Io ottengo “fortuna regolare”. Bene così.
Nei dintorni resiste ancora una Tokyo autentica, poco toccata dalla modernità. Poi salgo sullo Skytree, la torre di telecomunicazioni più alta del mondo (450 metri). L’ascensore supermoderno sale così veloce che le orecchie si tappano in pochi secondi. Dall’alto il panorama è spettacolare: mai vista una città così immensa.

Per strada vengo fermata da una buddista che mi trascina in un tempio. Con un inglese improbabile, mi parlano del buddismo e mi fanno ripetere un mantra davanti a un altare dorato. Alla fine il “profeta” vuole convincermi a un rito di conversione e a sentirci su Skype una volta a settimana per l’indottrinamento. Lascio un’email sbagliata e scappo.
Pranzo con un piatto di noodles in un ristorantino che sembra uscito da Kiss me Licia. Poi prendo il treno per Ueno: con calma ci fanno scendere tutti per pulire il treno, roteando i sedili per il viaggio di ritorno. Trenitalia, impara!
A Ueno mi imbatto nel festival dell’umeshu, il liquore di prugna. Compro 16 gettoni e mi butto nelle degustazioni.

Nel pomeriggio passo per Akihabara, il quartiere dell’elettronica, degli anime e dei videogiochi.

La serata mi porta a Roppongi Hills, dove trovo per caso il festival del sakè artigianale. Altri 11 gettoni.

Forse agli dei del Giappone avrei dovuto chiedere una sola cosa: un fegato nuovo.
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