Hengifoss e gli Strati Rossi di Fljótsdalur: Guida e Trekking
Guida completa ad Hengifoss e alla valle di Fljótsdalur: il trekking verso la cascata incastonata tra strati rossi di argilla e basalto nero nell’Islanda Orientale.
Cascata Hengifoss: cosa vedere? Mentre risali la valle di Fljótsdalur, nella regione orientale dell’Islanda (Austurland), il paesaggio sembra quasi rallentare. Lontano dai grandi flussi turistici del Sud, qui l’Islanda mostra il suo volto più antico, silenzioso e geologicamente affascinante.
Incastonata in una gola imponente che domina la vallata svetta Hengifoss, la terza cascata più alta del paese (128 metri). Ma a renderla uno dei luoghi più iconici e fotografati dell’Est non è solo il salto dell’acqua: è la straordinaria parete rocciosa alle sue spalle, striata da spessi anelli di colore rosso acceso che contrastano con il basalto nero scuro.
Se stai percorrendo la Ring Road o esplorando l’Islanda Orientale in autonomia da sola, ecco la guida completa per affrontare il trekking a Hengifoss e capire la magia geologica che si nasconde dietro i suoi strati rossi.
Come si Formano gli Strati Rossi (Rauðu millilögin)

Guardando la parete rocciosa di Hengifoss e le gole del Fljótsdalshreppur si nota subito una sequenza quasi perfetta di strati rossi e neri alternati. Non si tratta di semplice pigmentazione, ma della registrazione visibile della storia climatica e vulcanica dell’isola nel Periodo Terziario.
- L’Origine dall’Argilla e dalla Cenere: Milioni di anni fa, durante i lunghi periodi di calma tra un’eruzione e l’altra, cenere vulcanica e scorie superficiali si sono accumulate formando strati di argilla sabbiosa nei periodi in cui il clima islandese era più caldo e umido.
- La Reazione Chimica del Ferro: Il clima umido favoriva la presenza di composti di ferro nell’argilla. Quando una nuova colata di lava incandescente scorreva sopra questo terreno acido, l’immenso calore e il contatto con l’ossigeno facevano ossidare il ferro, bruciando lo strato sottostante e tingendolo di un rosso ruggine intenso.
- Gli Strati Interbasaltici (Interbasaltic Strata): Questi livelli rossi funzionano come veri e propri “segnalibri” del tempo tra una colata di basalto e l’altra, mostrando chiaramente l’accumulo di diversi strati di lava nell’arco di centinaia di migliaia di anni.
Se stai tracciando la tua rotta tra i fiordi dell’Est o vuoi organizzare le tappe del tuo viaggio on the road, scopri tutti i dettagli nella guida generale all’Islanda.
Hengifoss: Cosa Vedere e Fare? Trekking tra le cascate di Fljótsdalur

1. Il Sentiero verso Hengifoss
Dall’area di sosta e dal centro visitatori alla base della valle parte un sentiero ben segnalato che risale il fianco della collina. L’escursione è di circa 2,5 km solo andata (circa 5 km A/R) con un dislivello costante di circa 250 metri. Richiede circa 1,5 – 2 ore complessive tra andata, ritorno e soste fotografiche.
2. La Cascata Intermedia: Litlanesfoss
A circa metà percorso incontrerai Litlanesfoss, una gemma spesso sottovalutata. Questa cascata è incorniciata da alcune delle colonne di basalto vulcanico più alte e regolari di tutta l’Islanda, che ricordano canne d’organo disposte a raggiera attorno al salto d’acqua.
3. La Vista sulla Valle e sul Lago Lagarfljót
Man mano che si sale verso Hengifoss, volgendosi indietro si gode di una vista mozzafiato sull’intera vallata di Fljótsdalur e sul vicino lago Lagarfljót, leggendario per la presenza del Lagarfljótsormurinn, il corrispettivo islandese del mostro di Loch Ness.
Consigli Pratici per la Visita
- Come Arrivare: Hengifoss si trova lungo la strada 931, a circa 35 km (30 minuti di auto) da Egilsstaðir, il principale centro dell’Islanda Orientale.
- Attrezzatura Consigliata: Il sentiero è in salita e in parte su sterrato/ghiaia. Sono indispensabili scarponcini da trekking con buona aderenza, una giacca antivento/impermeabile e bastoncini da trekking (molto utili nella discesa).
- Stagionalità e Sicurezza: Il sentiero è solitamente accessibile da maggio a ottobre. In inverno o inizio primavera può presentare neve e ghiaccio copioso: in quel caso sono necessari i ramponcini.
Trovarsi ai piedi di una parete rocciosa che custodisce milioni di anni di storia eruttiva fa sentire piccoli, ma immensamente connessi con la natura pura dell’Islanda.
Hai inserito i Fiordi dell’Est e la valle di Fljótsdalur nel tuo itinerario? Se hai dubbi sulla fattibilità del trekking o vuoi organizzare al meglio le tappe nell’Islanda Orientale in solitaria, lasciami un commento qui sotto!!
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