Come visitare il Timanfaya a Lanzarote: guida tra geyser e le scogliere di Los Hervideros
Come visitare il Timanfaya in auto? Il mio itinerario on the road dalle Montañas del Fuego fino a El Golfo, tra geyser, pollo vulcanico e scogliere.
Se c’è un luogo capace di ridefinire il concetto stesso di “paesaggio” durante un viaggio on the road nelle Canarie, quel posto è il Parco Nazionale del Timanfaya. Catalogato come Riserva della Biosfera dall’UNESCO, questo angolo insolito di mondo custodisce un mare di lava desolato e vulcanico che sembra appartenere a un pianeta non Terra. Le Montañas del Fuego scaturirono improvvisamente dal terreno intorno al 1730, squarciando l’isola con una serie di drammatiche eruzioni vulcaniche che per sei anni ne hanno ridisegnato i confini.
Oggi mi metto al volante partendo dalla base di Playa Blanca per un itinerario intenso: esplorero prima il cuore geotermico del parco e poi mi sposto sulla costa occidentale, dove la lava si scontra direttamente con la furia dell’oceano tra El Golfo e le scogliere di Los Hervideros. Ecco una guida pratica su come visitare il Timanfaya in autonomia e godersi la forza della natura.
Montañas del Fuego e il ristorante El Diablo
La prima regola d’oro per capire come visitare il Timanfaya in auto è una sola: arriva presto. I cancelli aprono alle 9:00 e la coda lungo la strada LZ-67 può diventare chilometrica. Con l’auto privata si può arrivare solo fino al parcheggio dell’Islote de Hilario. Da questo punto in poi, per preservare il delicato ecosistema del parco, l’esplorazione autonoma non è consentita: si sale a bordo di un autobus (la guagua) incluso nel prezzo del biglietto, che effettua collegamenti regolari lungo la Ruta de los Volcanes. Per quasi un’ora percorrerai curve a gomito immersa in un silenzio spettrale, tra crateri, caldere e tubi lavici che lasciano senza parole.
Al rientro dal giro in bus, l’Islote de Hilario riserva le sorprese più calde. Qui lo staff del parco mostra la potenza del sottosuolo versando acqua in piccoli tubi infilati nel terreno, che si trasforma istantaneamente in geyser violenti, o buttando paglia in buche profonde che prende fuoco in pochi secondi.

Proprio qui ha sede il ristorante El Diablo, progettato dal genio di César Manrique. La struttura circolare offre vedute fantastiche sulle Montñas del Fuego, ma la vera attrazione è il suo forno-barbecue. Il forno è alimentato direttamente dalle cavità vulcaniche, sfruttando il calore calore che sale dalle viscere della terra per cucinare il famigerato pollo vulcanico! Nonostante io sia tendenzialmente vegetariana, ho deciso di provare comunque questa esclusività culinaria: assaggiare del cibo cotto letteralmente dal respiro del vulcano è un’esperienza che non potevo lasciarmi sfuggire.
El Golfo e lo spettacolo del Lago Verde

Lasciato il Timanfaya, guido verso sud-ovest per circa dieci minuti fino a raggiungere il pittoresco villaggio di pescatori di El Golfo. Questo luogo è famoso in tutto il mondo per il Charco de los Clicos (o Lago Verde), una laguna di un verde acido brillante formata all’interno di un cratere vulcanico a metà collassato nell’oceano. Il colore incredibile dell’acqua, dovuto a un’alta concentrazione di alghe e zolfo, contrasta in modo netto con la spiaggia di sabbia nera e le pareti rosse del cratere alle sue spalle.
Salendo fino al belvedere panoramico ti trovi davanti agli occhi un’immagine unica al mondo.
Los Hervideros: dove la lava sfida l’oceano

Riprendo la macchina e imbocco la splendida strada costiera LZ-703 in direzione sud. In pochi minuti si raggiunge Los Hervideros, una serie di scogliere laviche scoscese e ricche di cavità sotterranee che sopportano la furia del mare. I fiumi di lava pietrificata che qui incontrano l’oceano creano un’immagine di singolare bellezza.
Il nome Hervideros significa letteralmente “bollitori”, ed è esattamente ciò che si prova stando sospesi sui sentieri in pietra tracciati nella roccia: le onde si infrangono con una forza selvaggia dentro i labirinti di basalto, creando spruzzi e boati impressionanti. Sentire la terra tremare e fotografare la schiuma bianca che contrasta con la roccia nera è l’esplosione finale di questa giornata vulcanica, prima di rientrare a Playa Blanca per il pernottamento.
Ora tocca a te!
Il Timanfaya e le scogliere selvagge di El Golfo e di Los Hervideros mostrano la forza primordiale di Lanzarote. Ti affascina di più il silenzio delle Montñas del Fuego o la forza dell’oceano che si abbatte sulla lava?
Se stai organizzando la tua avventura on the road a Lanzarote e cerchi itinerari collaudati passo dopo passo, esplora la nostra sezione dedicata agli itinerari e guide del blog. Se hai dubbi sulla camminata costiera o su come evitare le code, lasciami un commento qui sotto!
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