Nikkō e le scimmie della saggezza: tra santuari e montagne del Giappone
A Nikkō, tra santuari dorati e le scimmie della saggezza del Tōshō-gū, si scopre il volto più spirituale del Giappone.
Un viaggio tra curve mozzafiato, laghi di montagna e lezioni di vita che non finiscono mai.
Giorno 14 – La scimmia insegna
Nikkō, tra spiritualità e montagne

Tra le glorie del periodo Edo
Nikkō è una delle città più affascinanti del Giappone, custode delle glorie del periodo Edo (1600–1868).
Fu scelta da Tokugawa Ieyasu, fondatore dello shogunato, come luogo del suo mausoleo.
Tokugawa fu il signore della guerra che riuscì a unificare il Giappone, garantendo più di due secoli di prosperità e pace.
Il suo complesso funerario, il Tōshō-gū, è oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO: un insieme di templi, portali, lanterne e decorazioni scolpite in legno con un’eleganza che lascia senza fiato.

Le scimmie che insegnano la vita
Tra tutti gli edifici, il più celebre è quello delle Scimmie della Saggezza.
In realtà era la stalla del cavallo di Tokugawa, ma divenne famosa per gli otto pannelli di legno intagliato che raffigurano scene di vita delle scimmie e trasmettono insegnamenti morali.
Il più noto è quello con tre scimmie: una si copre gli occhi, una le orecchie, una la bocca — simbolo del motto “non vedere il male, non ascoltare il male, non parlare il male”.
Un concetto semplice ma universale, un invito alla purezza che ogni bambino dovrebbe imparare.
In un altro pannello, le scimmie navigano tra onde agitate, allegoria del matrimonio e delle sfide della vita di coppia.

Santuari e templi tra scintoismo e buddismo
Non lontano da lì si trova il Taiyūin, mausoleo del nipote di Tokugawa: meno sfarzoso per rispetto, ma altrettanto raffinato, con decori in oro e nero.
A Nikkō avvenne qualcosa di unico nella storia giapponese: la fusione di scintoismo e buddismo, detta Shinbutsu Shūgō.
Il tempio Rinnō-ji, fondato nel 766 dal monaco Shōdō, ne fu la culla e divenne una delle più importanti istituzioni religiose del paese.
Strade folli e panorami epici

Dopo tanta spiritualità, mi rimetto in viaggio lungo la Irohazaka, una delle strade più spettacolari e tortuose del mondo: 48 curve a gomito che si arrampicano fino a 1 500 metri di quota.
Pochi chilometri più avanti, una deviazione porta al lago Chūzenji e poi al ripido sentiero che sale verso il monte Hangetsuyama.
La fatica è notevole, ma la vista dall’alto ripaga di tutto: il lago brilla come uno specchio tra i boschi, le nuvole si sfiorano e l’aria sa di libertà.

Sulla via del ritorno incontro finalmente le scimmie vere 🐒, che camminano tranquille lungo la strada.
Mi ricordano che, qualunque sia la meta, la vita è un continuo apprendimento.
E che forse, anche a 32 anni, non si smette mai di imparare.
Dettagli utili
- Regione: Prefettura di Tochigi, Giappone
- Tappe principali: Tōshō-gū, Taiyūin, Rinnō-ji, Lago Chūzenji, Monte Hangetsuyama
- Periodo consigliato: primavera e autunno (ciliegi e foliage)
- Curiosità: la strada Irohazaka ha 48 curve come le 48 sillabe dell’alfabeto giapponese hiragana
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