Strade panoramiche tra hengifoss i fiordi orientali, neve e montagne in Islanda

Islanda on the road – Giorno 6: Il volo di Icaro tra Hengifoss e i fiordi orientali

Dal rombo di Hengifoss al silenzio dei fiordi orientali: una giornata tra colonne di basalto, villaggi sospesi tra cielo e oceano e il primo accenno di fatica dopo giorni di viaggio. L’Islanda non smette mai di stupire.

La cascata di Hengifoss e i fiordi orientali

Oggi il viaggio on the road mi porta verso la maestosa Hengifoss e i fiordi orientali.

L’acqua di una delle cascate più alte d’Islanda si tuffa per 118 metri dentro la gola Hengifossárgljúfur. Hengifoss è alta come un grattacielo di 35 piani, e lo spettacolo è ipnotico: dietro il getto si intravedono strati di argilla rossa compressi tra colate di basalto, come pagine di una storia vulcanica scritta nella roccia.

Cascata Hengifoss in Islanda, alta 118 metri, con strati di argilla rossa e basalto

Poco più a valle la gola si restringe e poi si apre di nuovo, rivelando un altro tesoro nascosto: la Litlanesfoss, una cascata di 30 metri incorniciata da un anfiteatro di colonne di basalto perfette, geometriche, quasi scolpite a mano.

Cascata Litlanesfoss con colonne di basalto, fiordi orientali d’Islanda

La camminata verso queste cascate è splendida ma faticosa. Il dolore al ginocchio comincia a farsi sentire – colpa forse dei tanti chilometri e dei mesi passati senza allenamento. Decido di rallentare un po’, di prendermi il tempo che serve per guardare, respirare e lasciare che la natura faccia il resto.

camminata verso le cascate in islanda

Nel pomeriggio torno sui fiordi orientali, e la fatica svanisce davanti alla bellezza che mi circonda. La strada si arrampica fino ai 1000 metri, dove sembra di toccare i ghiacciai, poi scende serpeggiando verso il mare. Mi fermo a Seyðisfjörður, un villaggio di appena 700 anime incastonato tra montagne e oceano, alla fine di un fiordo che ruota per 17 chilometri prima di aprirsi sull’Atlantico.

Villaggio di Seyðisfjörður tra i fiordi orientali dell’Islanda

L’atmosfera è calma, sospesa. Le case colorate si specchiano nell’acqua ferma, e il vento porta l’eco lontana delle cascate che ho appena lasciato. Una birra artigianale islandese e un piatto caldo chiudono la giornata. Mi auguro che il dolore al ginocchio sia passeggero, perché so che l’Islanda non ha ancora smesso di stupirmi.


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