Giorno 2 – Trekking sul vulcano Grindavik e visita alla Laguna Blu in Islanda
Trekking tra nebbia e lava sul vulcano Geldingadalsgos: un’esperienza fuori dal mondo. Dal campo di lava alla Laguna Blu, un giorno indimenticabile tra fuoco e vapore in Islanda.
Iniziamo il tour guidato al Vulcano Grindavik e alla Laguna Blu di prima mattina.
Ad accompagnarci c’è Albert (il suo secondo nome — il primo è impronunciabile per uno straniero).
Il gruppo è diviso in due metà: senior e young. I senior hanno circa 55 anni, quattro americani del New Jersey, di cui una con origini peruviane.
Il mio gruppo è composto da me, una messicana di Brooklyn e una coppia di francesi della Normandia.
Albert, la guida, che potrebbe tranquillamente appartenere al gruppo senior, ci porta su un trekking alternativo, in mezzo ai monti, lontano dai sentieri turistici. Ci fidiamo, sia mai!

Non c’è anima viva, il telefono non prende e la nebbia trasforma tutto in un paesaggio spettrale.
Il tempo non è dalla nostra parte: pioggerellina, nebbia fitta e visibilità scarsa.
Dopo due ore di cammino arriviamo al punto panoramico sul cratere… ma non si vede nulla! Solo nebbia. Proviamo un altro punto, stesso risultato.
Alla fine Albert decide di mostrarci il campo di lava solidificata, un paesaggio che sembra uscito da Mordor.

Dopo quest’ultima traversata i senior sono distrutti: uno ha perso le suole delle scarpe (gli dico ridendo che “chiaramente non sono fatte in Italia”), un altro trascina una gamba ciondolante.
Albert propone allora di accompagnarli indietro e lasciare noi quattro giovani proseguire da soli. Ci indica una montagna e dice:
“Scavallate quella, poi un’altra vallata, e vedrete la lava.”
Accettiamo entusiasti, senza chiederci neppure da che parte del mondo andare.
La peruviana si preoccupa per noi, ma i francesi sono convinti: “Ce la facciamo”.
Solo a quel punto inizio a preoccuparmi davvero!
La nebbia si fa fitta, perdiamo il senso dell’orientamento, e per un attimo pensiamo di tornare indietro.
Poi, trasportato dal vento, sentiamo il borbottio del vulcano Grindavik incazzato.
Seguiamo quel suono, e dopo una scalata infinita, la nebbia si apre su un mare di lava ancora fumante.
Non è rossa come promesso — si è già seccata — ma è soprannaturale, come camminare su un altro pianeta.
Mai visto nulla di simile e forse non lo vedrò mai più.

Dopo tre ore, come promesso, Albert riappare all’orizzonte, agitando le braccia dall’altro versante.
I miei piedi, devastati, lo salutano con gratitudine.
Dopo il trekking al vulcano Grindavik, prima di tornare in hotel, ci fermiamo alla Laguna Blu, la Torre Eiffel degli islandesi: acqua color latte, vapori azzurri, profumo di zolfo.
Oggi però ho imparato una lezione: non servono mille colori per rimanere senza fiato — a volte basta la forza della terra sotto i propri piedi.

La Laguna Blu si può vedere tutto l’anno. La possibilità di fare trekking sul vulcano dipende dal periodo ed eventuali eruzioni. Controlla la situazione del vulcano in tempo reale, informati bene e fai sempre affidamento alle segnalazioni quotidiane delle autorità islandesi.
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