Diario di viaggio in solitaria nell'Ovest degli USA e Canada | Giorno 0

Diario di viaggio in solitaria nell'Ovest degli USA e Canada | Giorno 0

Diario di viaggio in solitaria nell'Ovest degli USA e Canada | Giorno 0

Metto in pausa la vita per un paio di settimane, mi fiondo in un mondo che mi appartiene poco ma mi piace tanto. Che si tratti delle città o della natura, in America tutto è eccezionalmente diverso dall’ordinario europeo. 

Questa é forse la giornata più lunga che ho mai vissuto. La notte non arriva mai. Partendo da Milano Malpensa la mattina, è due volte pomeriggio nell’arco delle solite 24 ore. Pazzesco.

Dopo aver perso 10 anni di vita per il panico creato in aereo dal pilota, che fa per atterrare a Londra e, proprio quando le ruote stanno per toccare terra, riparte in velocità verso l’alto facendoci cacare sotto (terrorista!), mi rincuoro con una birra all’aeroporto di Heathrow, che rovescio in parte sul bancone causando l’ironia di due inglesi che iniziano a fare battute che non capisco… ma ovviamente rido. 

Una che sembra Camilla della famiglia reale inglese mi Intervista in aeroporto, chiedendomi cosa ne penso dell’aeroporto. Mah son li da 5 minuti zia, comunque ECCEZIONALE, lo consiglierei!
Per star bene al mondo devi fare così, farti volete bene dagli inglesi che conviene sempre! Volo con gli inglesi appunto, che sono i conquistatori delle Americhe, Canada e USA, proprio dove sto andando, no? Fila liscio.
Sull’aereo il viaggio è infinito...sono in mezzo a un indiano e a un americano.. proprio come la vera Corea. Unica cosa da sottolineare è lo steward inglese che mi sgrida x utilizzo improprio del bagno, proprio mentre passiamo sulla Groenlandia e l’aereo balla e il pilota dice di stare seduti con le cinture allacciate... ma la Corea è ribelle e piuttosto che farsi venire una cistite se ne sbatte. 

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Infine, serata a Seattle, completamente piena di mica normali come tutti gli USA. Addirittura due pareti di un vicolo vicino a Pike Market sono rivestite interamente di gomme da masticare. A parte la follia, la mentalità è particolarmente aperta e questo mi piace. Si capisce soprattutto nella Downtown, dove è situato il Comet Tavern, tipico pub del periodo grunge. Qui in mezzo ai supertatuati alternativoni conosco uno di Los Angeles che fa il militare a Seattle. L’unico senza tatuaggi, come me. Già comprendere quel suo accento yankee è difficilissimo, poi c’è il jet lag ed indossa una camicia che luccica e vabbè.. ma quando mi chiede quale sia il posto più bello visto in America e dico Monument Valley e lui, americano, sa manco cos’è, allora capisco che è il momento di ritirarmi a dormire.

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