Diario di viaggio New York | Statua della Libertà ed Ellis Island

Diario di viaggio New York | Statua della Libertà ed Ellis Island

Diario di viaggio New York | Statua della Libertà ed Ellis Island

Giorno 2. Enjoy the view.

Non mi riconoscerebbe neppure l'FBI. Cuffia, piumino con cappuccio, sciarpa di lana, collant sotto i jeans, maglioni sotto la giacca, guanti e stivaletti. Sono pronta così per salire sul bus turistico scoperchiato che mi fa fare il giro di Uptown Manhattan. Non amo i Bus turistici ma decido di prenderlo perché già incluso nel New York Pass e perché l'alternativa sarebbe la metro, che non regala scorci magnifici della città come il bus.

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Raggiungo Battery Park con le mani completamente ghiacciate e prendo il traghetto per la Statua della Libertà ed Ellis Island.

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Pochi monumenti sono riusciti a emozionarmi così tanto come la celebre statua! Venire a conoscenza di tutti i simboli che le hanno affibbiato negli anni mi fa stare molto bene: illuminismo, libertà di pensiero, parola, culto, democrazia..sebbene spesso la realtà non sia stata così. Il significato che dovrebbe essere più attuale è quello di protettrice dell'esiliato, dell'immigrato che ha dovuto lasciare la propria patria e che spera in un futuro migliore. Del resto, era la prima cosa che vedevano italiani, irlandesi, polacchi, russi, ECC. quando dopo tanti mesi di nave stipati in terza classe approdavano nel nuovo mondo... 

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... o meglio a Ellis Island, il cui museo racconta di storie di speranza ma spesso di lacrime, per chi da un lato ce l'ha fatta e per chi dall'altro è stato respinto, anche per futili motivi, e magari si trattava proprio di tuo padre, tia madre, tua nonna, tuo figlio.

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Manderei su quest'isola alcuni nostri politici, ad acculturarsi un po'.

Dopo tanto turismo decido di passeggiare per Tribeca, dove incontro solo newyorkesi. Avrei voluto fare aperitivo e mangiare lì ma mi sarebbe toccato fare un mutuo. Vado a caso sulla metro e per fortuna becco la fermata giusta. A Noho trovo la via dei giovani, piena di localini e piccoli pub fichi e un po' underground. Mi infilo in uno di questi e la scena è da film, seduta al bancone di legno del bar ordino una Bud. 2 dollari. Percepisco che la barista non mi gode, penso subito perché sono turista. Poi mi guardo intorno e capisco il vero motivo. Non le ho lasciato la mancia. Ahia. Faccio due chiacchiere con un vero newyorkese, parliamo perlopiù delle somiglianze fra Berlusconi e Trump e ci tiene a sottolineare che gli americani hanno votato Donald, non i newyorchesi, che non sono americani. Mah. Saluto lo zio perché ho un appuntamento con l'Empire State Building. Lascio 3 dollari di mancia la tipa.

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E all'Empire trovo panorami magici, mozzafiato, di tutta Manhattan e oltre. Magnifico. Speciale. I love NY!

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