Riflessioni di una viaggiatrice solitaria a Page, Arizona (giorno 7)

Riflessioni di una viaggiatrice solitaria a Page, Arizona (giorno 7)

Riflessioni di una viaggiatrice solitaria a Page, Arizona (giorno 7)

Oggi, per la prima volta da quando ha avuto inizio il viaggio on the road nel sud ovest degli USA da sola, ho programmato un momento di pseudo-relax, rimanendo nella città di Page e dintorni per due notti e un giorno intero, perché è un bellissimo posto ma soprattutto per ricaricare le batterie vista la molta strada fatta e che ho ancora da fare in un tempo relativamente breve.

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Ho avuto qualche ora vuota e tempo per riflettere. Ho dato per la prima volta uno sguardo intorno, verso le persone che mi circondavano. Ed erano tutte accompagnate da qualcuno. Familiari, compagni/e, amici. Specialmente le donne: non ho ancora visto una viaggiatrice solitaria, come me. Perché?

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So che questo è un viaggio duro da fare singolarmente. Le miglia sono parecchie e i posti immensi. Ci si stanca molto ma credo che quando ne valga la pena, la pena non si senta.

Chi dice che un viaggio è bello solo se condiviso con qualcuno significa che non ha mai viaggiato da solo.

Comunque sia, mi sono chiesta se sono normale. E, vedendo la gente, la risposta è chiaramente: no.

Non so perché lo faccio. Non è facile portare in giro se stessi per tutte quelle ore al giorno, senza distrarsi da sé neanche un po'. Quando non si ha niente da fare, poi, è quasi un peso.

Guardandomi bene intorno vedo famiglie con ragazzini/e adolescenti mestruati/e tutto l'anno, e tutte 'ste coppiette che si fanno le foto da innamorati, non pensando al fatto che fra un po' di tempo almeno il 75% di loro odierà quelle immagini perché erano con l'ex. Non li invidio.

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Io non potrò mai divorziare da me stessa, per cui non mi pentirò mai della scelta di aver intrapreso questo viaggio.

Questi pensieri da zitella inacidita, poi, come sempre, lasciano spazio alla consapevolezza che io sono così, sono nata libera da tutto e da tutti, senza redini e guinzagli, forte degli affetti che ho a casa. E mi ricordo chi sono: ho sempre cantato fuori dal coro, suonato assoli, giocato per vincere, urlato per farmi sentire, sbagliato per farmi perdonare, cambiato per farmi accettare, sorriso per piacere e scritto per farmi capire.

Io sono io e voi... Voi siate quel cazzo che vi pare.

Tornando alle cose pratiche, a parte i paesaggi stupendi di cui sotto, annovero:

- il tour dell'Antelope Canyon di stamattina in pick-up nella sabbia. "Bumping" è il modo americano per dire "ti faccio vomitare mentre guido". Divertentissimo. Grazie all'Indiana Navajo di nome Betty Mary, nostra guida, per queste emozioni.
- la pizza che ho mangiato per cena. Ho ordinato una pizza senza formaggio, ai "pepperoni", pensando fossero peperoni. Mi è arrivata una pizza al salame piccante, per cui mi scuso ufficialmente col maiale che ho mangiato.
- Ho assistito a una mega grigliata, quelle sì che sono griglie, con tanto di concerto country annesso e gente che ballava in modo assurdo, tipo il nostro Lally Gally...ma come si scrive?!?!
- Nel frattempo, in un altro locale più giovane, ho scoperto che i nuovi indiani d'America (cazzo se ci metti le piume sono Toro Seduto, Ragazza Squaw, Geronimo, ecc.) amano passare il sabato sera con pura musica black metal (sì, proprio quella dove pare stiano vomitando nel microfono).

Beh, che dire? Tutta cultura...

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